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    L'opposizione al Magistero Petrino impedisce l'unità dei cristiani

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    Mic

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    L'opposizione al Magistero Petrino impedisce l'unità dei cristiani

    Messaggio  Mic il Sab Feb 28, 2009 6:07 pm

    a cura di don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello

    In non poche Lettere pastorali non si cita più il Papa quale termine di paragone dell’autenticità e garante della cattolicità dell’insegnamento episcopale, ma il Cardinale o il teologo, il laico, magari non credente, o il monaco di grido del momento, ritenendoli interpreti autorizzati dell’insegnamento ufficiale della Chiesa.

    Inoltre talora si dà l’impressione di pensare che una loro dichiarazione, anche se difforme dalla verità cattolica, abbia uguale peso di un intervento pontificio. Si procede analogamente in campo ecumenico ed interreligioso, ritenendo che la voce di un rabbino o di un imam possa esprimere il pensiero di tutto il popolo ebraico o il mondo islamico, quando questi non hanno una “gerarchia”, ma sono solo periti o dottori “privati” non essendo né sacerdoti né “Vescovi”.

    Cosa è successo? Dimenticando che Lumen gentium ha riaffermato che la Chiesa è il popolo di Dio gerarchicamente ordinato, si pratica una rimozione e una sorda opposizione al Magistero della Chiesa, costituito dall’inscindibile e necessario legame tra il Vescovo di una Chiesa particolare e il Supremo Pastore della Chiesa universale.

    Quasi possa essere concepibile una “responsabilità locale” non in stretta dipendenza e relazione teologica, e perciò giuridica, con il Supremo Pastore. Gli storici ritengono che tutto ciò sia incominciato nel 1968 con la contestazione all’enciclica di Paolo VI Humanae vitae.
    Sebbene, grazie ai mass media, qualche spezzone – senza capo né coda – della parola del Papa arrivi a domicilio, i fedeli comuni hanno, tuttavia, il diritto di riceverla nella sua interezza da parte dei Pastori delle Chiese particolari e dei sacerdoti e laici loro collaboratori.

    Dagli Apostoli in poi, quel che ha fatto “funzionare” la Chiesa è stato l’assiduità all’insegnamento, una delle condizioni per diventare un cuor solo e un’anima sola.

    È la traditio o trasmissione della fede che avviene massimamente nella catechesi e nella liturgia, in specie nelle omelie. Senza tradizione della fede non c’è ricezione da parte dei fedeli.

    Il paradosso a cui si è giunti è che si parla tanto di ricezione dei documenti ecumenici, ma nello stesso tempo si mette il silenziatore o peggio si censura il magistero petrino.

    Giova sempre ricordare che il magistero del Vescovo è autentico solo se è in comunione effettiva (ed affettiva) con quello del Papa.

    A cinque anni dal Concilio, l’8 dicembre 1970, Paolo VI mise in guardia da “una tendenza a ricostruire, partendo dai dati psicologici e sociologici, un Cristianesimo avulso dalla tradizione ininterrotta che lo ricollega alla fede degli Apostoli, e ad esaltare una vita cristiana priva di elementi religiosi”.

    Un tale fenomeno produce divisioni e contrapposizioni nella Chiesa. Forse i cattolici sono stati contagiati dall’autocefalia ortodossa e dal libero arbitrio protestante? Si è dato a credere che esista, come in politica, una diarchia o triarchia tra Roma, Costantinopoli e Mosca? Ma questo non ha nulla a che fare con i principi cattolici dell’ecumenismo enunciati dal Vaticano II.

    Che dal mondo si debba attaccare la Chiesa, è fisiologico, ma che debba avvenire dall’interno, è preoccupante.

    Ciò infatti condiziona, almeno da un punto di vista umano, l’efficacia dell’evangelizzazione. Non di rado i fedeli quando ascoltano un sacerdote o un Vescovo predicare in modo difforme dal Papa, avvertono la confusione che ciò genera e domandano l’uniformità dell’insegnamento! E’ una opposizione e talora un disprezzo per la Chiesa odierna in nome di quella futura, una ermeneutica che va sempre un Papa indietro: si esalta oggi Giovanni Paolo II da parte di chi lo ha bollato come reazionario e conservatore mente era in vita.

    La disobbedienza è un peccato da confessare, anche perché finisce per causare nei fedeli l’indifferenza verso il Magistero, oltre alla confusione e al disorientamento. Solo il Magistero vivente, del Papa e dei Vescovi in comunione con Lui – sottolineiamo “in comunione con Lui”– costituisce l’orientamento sicuro della barca della Chiesa anche nel nostro tempo, al fine di aiutare a formare il giudizio di fede e di morale, per scegliere il bene e rifiutare il male alla luce della verità di Cristo. Lui ha affidato a Pietro “le mie pecore”, cioè tutte. Questa è l’ermeneutica cattolica.

    (Agenzia Fides 22/1/2009)
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    Mic

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    Mons. Fellay e il Papa

    Messaggio  Mic il Sab Feb 28, 2009 6:23 pm

    ora mi limito ad aggiungere (poi approfondiremo)
    Roma, 17 feb. (Apcom)

    Il Papa "non è solo": parola del superiore dei Lefebvriani, mons. Bernard Fellay. "Tutti i veri cattolici, e non sono pochi, stanno con il Papa, non possono stare altrove", afferma il presule a cui è stata di recente revocata la scomunica nel libro-intervista 'Tradizione, il vero volto. Chi sono e che cosa pensano gli eredi di Lefebvre' (a cura di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro per i tipi di Sugarco). "Noi siamo veri cattolici e siamo e vogliamo continuare a essere i più grandi sostenitori del Vicario di Cristo.
    Non possiamo fare altrimenti. Coloro che ci descrivono come ribelli non rendono servizio alla verità".
    "Certo - prosegue Fellay - ci sono dei punti di discussione molto importanti, molto profondi, ma questo non intacca il nostro amore e la nostra dedizione per il Santo Padre. Noi amiamo il Papa, vogliamo il Papa. Noi vogliamo il Papa nel pieno delle sue funzioni. Purtroppo constatiamo che la teologia prevalente degli ultimi decenni ha realizzato un vero e proprio golpe contro la sua autorità. Oggi spesso vescovi e conferenze episcopali si occupano di tutto, dall'emergenza rifiuti alla crisi economia, ma non dell'insegnamento della dottrina e della trasmissione della fede. Hanno acquisito una visione puramente orizzontale de hanno dimenticato quella verticale. Questo spiega la disobbedienza al Santo Padre: se si trattano questioni puramente umane, è logico che si abbiano punti di vista diversi, anche opposti . La cosiddetta collegialità, l'idea che l'insieme dei vescovi sia più importante del Santo Padre, qui mostra tutti i suoi effetti. Nostro Signore non ha istituito la chiesa in questo mondo, non ha fondato le conferenze episcopali. Quando si dice 'il Vaticano' si dovrebbe intendere lo strumento al servizio del potere papale. In realtà, l'impressione è che esso si sia trasformato in un agglomerato burocratico che in parte neutralizza l'autorità papale e in parte esercita un potere in proprio. Tanto è vero che spesso si dice 'il Vaticano ha detto', 'il Vaticano fa', ma nella realtà non si sa eppure chi abbia detto, sostenuto o fatto qualcosa".
    "Oggi si constata persino l'assurdo di sacerdoti che arrivano iin una parrocchia e dichiarano di non essere lì per insegnare, ma per imparare. E' doppiamente drammatico. Il concetto di 'popolo di Dio' ha agito come mito anti-istituzionale generando l'idea che il vero problema della chiesa fosse quello di liberarsi delle sue figure istituzionali, cominciando dal papato. Ecco perché il ruolo del sacerdote è stato sminuito: perché è sempre stato il cardine dell'istituzine sul territorio, tra i fedeli. Non è un caso se gli unici sacerdoti che, a un certo punto, hanno cominciato a godere di buona reputazione sono stati i cosiddetti 'sacerdoti scomodi', quelli che contestavano l'istituzione". La Chiesa. Per Fellay, ha subito un processo di "protestantizzazione". Lutero, Kant e Marx sono "le tre figure che hanno segnato la storia in maniera tragica". Un'anticipazione del libro-intervista al superiore dei Lefebvriani è stata pubblicata oggi dal 'Foglio'.

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    La parola "golpe" e' presente nel testo del libro-intervista?
    R.
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    Stephanos
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    Re: L'opposizione al Magistero Petrino impedisce l'unità dei cristiani

    Messaggio  Stephanos il Lun Mar 02, 2009 10:56 am

    La ribellione al Primato di Pietro, che lo ricordo è stabilito da GESU' CRISTO, è ormai divenuta palese. Anche se certamente non evidente in tutta la sua estensione.

    Vi sono ormai casi di evidente sovversione che stanno divenendo sempre più numerosi.

    Questo è il termometro della situazione, che effettivamente non aveva mai toccato livelli così gravi nella storia bi-millenaria della Chiesa!

    E' il caso recente dell'EPISCOPATO Austriaco. .Qui ci sono approfondimenti. Il nuovo Vescovo di Linz, di nomina Pontificia, è stato letteralmente CACCIATO DISOBBEDENDO PLATEALMENTE AL PAPA! Motivo: la sua fomrazione Tradizionale, ergo pienamente Cattolica.

    E' stato il Caso dei Vescovi convocati in visita ad limina (!!) alla Domus di Kiko in Galilea, prima della approvazione degli Statuti! Essi addirittura inviarono una specie di "prolusione" al Papa, con lodi speritcate e totalmente INOPPORTUNE, vista la vicenda controversa del Cammino NeoCatecumenale, dei problemi del Seminario Giapponese, delle controversie liturgiche e dottrinarie, della inadempienza alla Lettera del Papa!

    Per non parlare della Emanazione del Motu Proprio sulla Liturgia Gregoriana.

    Sono ancora in corso OPPOSIZIONI incredibili, assurde, inimmaginabili... Vescovi che piangono per criticare la scelta del Papa; altri che criticano apertamente e in modo veemente, altri che IGNORANO letteralmente le Norme e i Fedeli...

    Per non parlare della situazione incorsa con la Revoca della Scomunica alla Fraternità San Pio X! Un' EVIDENTE sommossa Curiale, che ha messo il Papa in situazioni spiacevolissime e dolorose...

    Oramai è chiaro che NELLA Chiesa di Roma è in corso un enorme SCISMA di fatto..

    E c'è chi ancora corre dietro a "scismi" mai avvenuti...
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    Stephanos
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    Re: L'opposizione al Magistero Petrino impedisce l'unità dei cristiani

    Messaggio  Stephanos il Lun Mar 02, 2009 7:01 pm

    Notizia ABOMINEVOLE: il Vaticano ha "accettato" la "rinuncia" del Vescovo di Linz neo-nominato....SENZA PAROLE

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    Re: L'opposizione al Magistero Petrino impedisce l'unità dei cristiani

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